L'indiscrezione di 'Le Monde': il premier italiano verso la presidenza dell'Eurogruppo. Nessun commento dall'entourage del presidente
Mario Monti alla guida dell’Eurogruppo al posto del lussemburghese Jean-Claude Juncker? A diffondere la voce è stato il quotidiano francese Le Monde, secondo il quale il premier italiano sarebbe stato "discretamente sondato" dal presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy. Le Monde ritiene Monti una personalità "in grado di riconciliare i due campi", il nord con il sud dell'Europa, i Paesi falchi del rigore con quelli più indebitati. E il quotidiano riporta anche il commento di un diplomatico di alto rango che preferisce mantenere l'anonimato: "Questo sarebbe un buon compromesso. Monti sa parlare ai francesi come ai tedeschi, ed è egualmente molto ascoltato fuori dall'eurozona". Per Monti una poltrona tira l'altra: dopo l'abbandono della Bocconi per insediarsi a Palazzo Chigi pepara il salto verso il trono europeo?
No comment - L'entourage del permier ha preferito non commentare, un silenzio sospetto. Secondo quanto scrive Le Monde in una corrispondenza da Bruxelles, Monti potrebbe parlare della questione proprio con Juncker in occasione dell'Eurogruppo che sta per iniziare. E anche l'incontro con la cancelliera Angela Merkel, in agenda per domani, martedì 13 febbraio a Roma, potrebbe essere un'occasione per il professore per parlare del suo futuro.
L'endorsment - Le Monde prosegue poi nel ritratto idilliaco del premier italiano: "Molto apprezzato in tutta l'Europa" dopo avere preso il posto del dimissionario Silvio Berlusconi alla guida del governo italiano, "Monti potrebbe esitare a cumulare così tante responsabilità almeno fino alle prossime elezioni legislative nel 2013. A quel punto, alcuni non escludono di vedere un prolungamento del mandato di Juncker", in scadenza il prossimo 17 luglio.
Ipotesi finlandese - Fino a questo momento, nella corsa alla successione del lussemburghese, l'unico nome che è stato snocciolato è quello del premier finlandese ed ex ministro delle Finanze, Jyrki Katainen, alla testa di uno dei soli quattro Paesi dell'eurozona che possono ancora vantare la fatidica tripla A sul debito sovrano. La voce su Katainen è stata anche confermata dal ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, che ha spiegato come i finlandesi "sono forse nella posizione migliore per esprimere dei candidati".
I Paesi del sud contrari - Ma l'ipotesi di un finlandese a capo dell'Eurogruppo viene vista con enorme scetticismo dai Paesi del sud Europa, poiché fin dagli albori della crisi Helskinki è stata tra le capitali più intransigenti nei confronti dei Paesi in difficoltà. Ed è in questo contesto, dove comunque per i Paesi del sud Europa risulta difficile esprimere un candidato proprio, che fa capolino il nome di Monti: premier sì di uno dei Paesi in maggiore difficoltà, ma anche personaggio stimatissimo a livello Europeo e che viene associato a livello internazionale al nuovo corso italiano, ossia alle politiche di austerity.
Scontro Francia - Germania - Sullo sfondo di questo scontro restano la fretta tedesca di chiudere la corsa alla successione di Juncker (Berlino vuole risolvere il rebus entro la fine di marzo) e la volontà francese ad affrontare la questione nel bel mezzo della campagna elettorale per le presidenziali. Il rischio è quello di rinviare la nomina a due posti importanti oggetto di un accordo tra Parigi e Berlino: quella dI Yves Mersch, attuale governatore della Banca centrale lussemburghese favorito ad entrare nel board della Bce, e quella del francese Français Philippe de Fontaine Vive alla presidenza della Bers.
lunedì 12 marzo 2012
Sentenza rivoluzionaria: giuridicamente inesistente una multa via raccomandata
Giudice: “Le tasse arrivate per posta non sono valide”
Abbiamo rispolverato sentenze risalenti addirittura al 2009. Di seguito dettagli, fonti e commenti che dimostrano come Equitalia sia stata battuta dai cittadini in cause legali singole e isolate e condannata, quindi, dalla Magistratura. Casi singoli, ma esemplari che comportano precedenti importanti da impugnare in azioni collettive (class actions).
Di seguito un estratto da un articolo de “Il Giornale” risalente al 2010 con all’interno fonti e commenti a corollario e sentenze originali scaricabili in PDF.
Con una sentenza rivoluzionaria il giudice tributario dichiara giuridicamente inesistente una multa via raccomandata. Risultato: tutte le notifiche eseguite da Equitalia sarebbero nulle. E i consumatori preparano già una valanga di ricorsi.
Lancia in resta le associazioni di consumatori sono già partite all’attacco. Tra le mani un piccolo tesoro, carte che potrebbero fare la felicità di decine di contribuenti.
ATTENZIONE – Fonti ricercate, incrociate e verificate ineditamente dalla redazione di Pensare Liberi News. Nei commenti della redazione ulteriori dettagli.
Commissione Tributaria Provinciale di Milano (PDF Sent. CTP di Milano n.75/26/11)
Inoltre:
Commissione Tributaria Provinciale di Parma n.40/01/10
Commissione Tributaria Regionale di Roma n. 82/21/09
Giudice di Pace di Campi Salentina n.559/10
Si tratta infatti di una sentenza emessa dalla Commissione Tributaria regionale della Lombardia che ha dichiarato «giuridicamente inesistente» una multa di 9mila euro perché «notificata solo dai dipendenti di Equitalia a mezzo posta». Tale modalità di notifica, infatti, se non effettuata da soggetti abilitati, secondo i giudici lombardi, non produce effetti nei confronti dei contribuenti (in pratica è come se la cartella, l’avviso di intimazione di pagamento o l’ipoteca non fossero mai stati notificati).
Tutto ciò deriva da un attento esame delle norme che riguardano la notifica degli atti esattoriali in generale e di quella a mezzo posta in particolare. La vicenda nasce da un ricorso presentato da un contribuente che dopo una verifica agli uffici dell’Esatri era venuto a conoscenza di dover pagare la bellezza di 9.153 euro relativa a Iva del 2003 comprensiva di sanzioni. Il contribuente sosteneva di non aver mai ricevuto la comunicazione, Equitalia con la ricevuta di ritorno alla mano diceva al contrario di aver spedito la raccomandata che era stata ritirata dal custode dello stabile sostenendo che «la notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento». Non così invece per la XXII Commissione Tributaria che, nella sentenza elenca, individuandoli in maniera tassativa, «gli unici soggetti legittimati alla notifica della cartella, ossia: gli ufficiali della riscossione, i messi comunali, gli agenti della polizia municipale altri soggetti sempre opportunamente autorizzati dal Concessionario», ma mai quest’ultimo «direttamente», a mezzo di propri dipendenti.
Una sentenza che rimbalzata alle orecchie delle associazioni dei consumatori ha già riempito i siti web di «petizioni popolari» e minacce di class action. «Al di fuori dai casi previsti espressamente dalla legge, tutte le notifiche per posta sono da ritenersi inesistenti poiché effettuate da soggetti non appositamente abilitati, spiega l’avvocato Matteo Sances esperto di Diritto tributario e legale della Libera Associazione Consumatori Europei- Inutile dire che tale interpretazione della norma potrebbe portare ad effetti sorprendenti per i contribuenti “morosi”, in quanto non solo avrebbero la possibilità di contestare vecchie cartelle pervenute per posta ma, trattandosi di notifiche “giuridicamente inesistenti”, è come se le somme non fossero mai state richieste, con tutte le conseguenze derivanti da una eventuale prescrizione di vecchi crediti vantati dal Concessionario». Bocciato dalla Commissione Tributaria anche l’invito di Equitalia a una sanatoria. «La sanatoria si potrebbe fare per una atto nullo – spiegano i giudici – ma non per atti dichiarati giuridicamente inesistenti». In campo sono scese anche Sos Fisco e Cartellesattioriali.it due associazioni di consumatori che hanno proposto una petizione popolare. «Sappiamo di cittadini e imprese ridotte sul lastrico a seguito di fermi, ipoteche e pignoramenti portate avanti da Equitalia sulla base di cartelle esattoriali sconosciute – dicono – Per questo siamo impegnati in una battaglia di civiltà volta a sensibilizzare il ministero delle Finanze e il Parlamento affinché si comprenda la necessità di far allegare alle ipoteche e ai pignoramenti inviati da Equitalia almeno copia delle relate di notifica delle cartelle esattoriali per le quali si agisce, in modo da evitare almeno gli errori più grossolani».
Questo articolo è stato pubblicato da Pensare Liberi News informazioni al servizio del cambiamento http://pensareliberi.com/
Abbiamo rispolverato sentenze risalenti addirittura al 2009. Di seguito dettagli, fonti e commenti che dimostrano come Equitalia sia stata battuta dai cittadini in cause legali singole e isolate e condannata, quindi, dalla Magistratura. Casi singoli, ma esemplari che comportano precedenti importanti da impugnare in azioni collettive (class actions).
Di seguito un estratto da un articolo de “Il Giornale” risalente al 2010 con all’interno fonti e commenti a corollario e sentenze originali scaricabili in PDF.
Con una sentenza rivoluzionaria il giudice tributario dichiara giuridicamente inesistente una multa via raccomandata. Risultato: tutte le notifiche eseguite da Equitalia sarebbero nulle. E i consumatori preparano già una valanga di ricorsi.
Lancia in resta le associazioni di consumatori sono già partite all’attacco. Tra le mani un piccolo tesoro, carte che potrebbero fare la felicità di decine di contribuenti.
ATTENZIONE – Fonti ricercate, incrociate e verificate ineditamente dalla redazione di Pensare Liberi News. Nei commenti della redazione ulteriori dettagli.
Commissione Tributaria Provinciale di Milano (PDF Sent. CTP di Milano n.75/26/11)
Inoltre:
Commissione Tributaria Provinciale di Parma n.40/01/10
Commissione Tributaria Regionale di Roma n. 82/21/09
Giudice di Pace di Campi Salentina n.559/10
Si tratta infatti di una sentenza emessa dalla Commissione Tributaria regionale della Lombardia che ha dichiarato «giuridicamente inesistente» una multa di 9mila euro perché «notificata solo dai dipendenti di Equitalia a mezzo posta». Tale modalità di notifica, infatti, se non effettuata da soggetti abilitati, secondo i giudici lombardi, non produce effetti nei confronti dei contribuenti (in pratica è come se la cartella, l’avviso di intimazione di pagamento o l’ipoteca non fossero mai stati notificati).
Tutto ciò deriva da un attento esame delle norme che riguardano la notifica degli atti esattoriali in generale e di quella a mezzo posta in particolare. La vicenda nasce da un ricorso presentato da un contribuente che dopo una verifica agli uffici dell’Esatri era venuto a conoscenza di dover pagare la bellezza di 9.153 euro relativa a Iva del 2003 comprensiva di sanzioni. Il contribuente sosteneva di non aver mai ricevuto la comunicazione, Equitalia con la ricevuta di ritorno alla mano diceva al contrario di aver spedito la raccomandata che era stata ritirata dal custode dello stabile sostenendo che «la notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento». Non così invece per la XXII Commissione Tributaria che, nella sentenza elenca, individuandoli in maniera tassativa, «gli unici soggetti legittimati alla notifica della cartella, ossia: gli ufficiali della riscossione, i messi comunali, gli agenti della polizia municipale altri soggetti sempre opportunamente autorizzati dal Concessionario», ma mai quest’ultimo «direttamente», a mezzo di propri dipendenti.
Una sentenza che rimbalzata alle orecchie delle associazioni dei consumatori ha già riempito i siti web di «petizioni popolari» e minacce di class action. «Al di fuori dai casi previsti espressamente dalla legge, tutte le notifiche per posta sono da ritenersi inesistenti poiché effettuate da soggetti non appositamente abilitati, spiega l’avvocato Matteo Sances esperto di Diritto tributario e legale della Libera Associazione Consumatori Europei- Inutile dire che tale interpretazione della norma potrebbe portare ad effetti sorprendenti per i contribuenti “morosi”, in quanto non solo avrebbero la possibilità di contestare vecchie cartelle pervenute per posta ma, trattandosi di notifiche “giuridicamente inesistenti”, è come se le somme non fossero mai state richieste, con tutte le conseguenze derivanti da una eventuale prescrizione di vecchi crediti vantati dal Concessionario». Bocciato dalla Commissione Tributaria anche l’invito di Equitalia a una sanatoria. «La sanatoria si potrebbe fare per una atto nullo – spiegano i giudici – ma non per atti dichiarati giuridicamente inesistenti». In campo sono scese anche Sos Fisco e Cartellesattioriali.it due associazioni di consumatori che hanno proposto una petizione popolare. «Sappiamo di cittadini e imprese ridotte sul lastrico a seguito di fermi, ipoteche e pignoramenti portate avanti da Equitalia sulla base di cartelle esattoriali sconosciute – dicono – Per questo siamo impegnati in una battaglia di civiltà volta a sensibilizzare il ministero delle Finanze e il Parlamento affinché si comprenda la necessità di far allegare alle ipoteche e ai pignoramenti inviati da Equitalia almeno copia delle relate di notifica delle cartelle esattoriali per le quali si agisce, in modo da evitare almeno gli errori più grossolani».
Questo articolo è stato pubblicato da Pensare Liberi News informazioni al servizio del cambiamento http://pensareliberi.com/
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