giovedì 12 aprile 2012
Và che roba!!!: Indagato per Sanitopoli: Vendola, basta prediche
Và che roba!!!: Indagato per Sanitopoli: Vendola, basta prediche: Governatore indagato per concorso in abuso d'ufficio: avrebbe favorito la nomina di un primario. La difesa: "Volevo che vincesse il migli...
mercoledì 11 aprile 2012
Indagato per Sanitopoli: Vendola, basta prediche
Governatore indagato per concorso in abuso d'ufficio: avrebbe favorito la nomina di un primario. La difesa: "Volevo che vincesse il migliore"
Il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, ha ricevuto un avviso di conclusione indagini di un’inchiesta sul concorso per primario di chirurgia toracica all’ospedale San Paolo di Bari: al governatore si addebita di aver favorito la nomina delprofessore Sardelli con la contestazione di concorso in abuso d’ufficio. Una nuova tegola per la sinistra, che dopo lo scandalo della Margherita e di Lusi dovrà fare i conti con l'inchiesta che si è abbattuta su Nichi. A rendere nota l'indagine è stato, nel corso di una conferenza stampa, lo stesso Vendola. "Questa mattina - ha spiegato - ho ricevuto dalle mani di alcuni finanzieri l'avviso di conclusione delle indagini su un filone d’inchiesta che riguarda il concorso per primario di chirurgia toracica nell’ospedale S. Paolo di Bari che è stato vinto dal professore Paolo Sardelli e mi si addebita di aver favorito la sua nomina. Questa accusa - ha precisato il leader di Sinistra e Libertà - nasce soltanto dalle dichiarazioni di Lea Cosentino (ex-direttore generale della Asl di Bari e coinvolta in altre inchieste sulla sanità in Puglia, ndr) che asserisce che all’origine di questa mia interferenza ci sarebbe la mia amicizia con Sardelli elemento già da questi smentito mesi fa".
Vendola: "Rancore contro di me" - Vendola ha detto poi che si sente "assolutamente sereno, come sempre in passato, perché ogni mia azione è stata sempre improntata a garantire la trasparenza". Il presidente della regione Puglia lo ha scritto su Facebook, dove ha aggiunto: "A questo concorso, come a tutti i concorsi, mi sono interessato nella misura di chiedere che fossero concorsi veri, che avessero una platea credibile di partecipanti e che potesse vincere il migliore". Quindi punta il dito contro la Sorrentino, che "mi accusa sulla base di sue dichiarazioni rese tre mesi fa, non suffragate da nessun altra prova, nessun altra documentazione. Mi accusa una persona che è animata da forte risentimento nei miei confronti, avendola io licenziata al momento del suo coinvolgimento nelle inchieste sulla malasanità. La dottoressa Cosentino - ha chiosato - è comprensibilmente animata da rancore nei miei confronti, tanto animata da rancore che ha fatto causa recentemenet alla Regione chiedendo un risarcimento di tre milioni di euro".
Gasparri tagliente: "Complimenti" - Ironico il commento del presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, che dopo aver appreso della conclusione dell'indagine nei confronti del leader di Sinistra e Libertà ha dichiarato: "Sono esterrefatto per la rapidità con la quale la Procura di Bari ha indagato il presidente Vendola, tanto più che le vicende della sanità pugliese sono note da anni. Complimenti".
Vendola: "Rancore contro di me" - Vendola ha detto poi che si sente "assolutamente sereno, come sempre in passato, perché ogni mia azione è stata sempre improntata a garantire la trasparenza". Il presidente della regione Puglia lo ha scritto su Facebook, dove ha aggiunto: "A questo concorso, come a tutti i concorsi, mi sono interessato nella misura di chiedere che fossero concorsi veri, che avessero una platea credibile di partecipanti e che potesse vincere il migliore". Quindi punta il dito contro la Sorrentino, che "mi accusa sulla base di sue dichiarazioni rese tre mesi fa, non suffragate da nessun altra prova, nessun altra documentazione. Mi accusa una persona che è animata da forte risentimento nei miei confronti, avendola io licenziata al momento del suo coinvolgimento nelle inchieste sulla malasanità. La dottoressa Cosentino - ha chiosato - è comprensibilmente animata da rancore nei miei confronti, tanto animata da rancore che ha fatto causa recentemenet alla Regione chiedendo un risarcimento di tre milioni di euro".
Gasparri tagliente: "Complimenti" - Ironico il commento del presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, che dopo aver appreso della conclusione dell'indagine nei confronti del leader di Sinistra e Libertà ha dichiarato: "Sono esterrefatto per la rapidità con la quale la Procura di Bari ha indagato il presidente Vendola, tanto più che le vicende della sanità pugliese sono note da anni. Complimenti".
lunedì 9 aprile 2012
lunedì 2 aprile 2012
Calcioscommesse, 3 arresti Ex del Bari Masiello fermato Indagini su nove partite
In manette l'ex difensore del Bari. 20 indagati. Sospetti 9 match del campionato 2010/2011
A finire in manette è Andrea Masiello, ex difensore del Bari ora in forza nell'Atalanta. Oltre a lui, sono stati arrestati i suoi amici-scommettitori, Fabio Giacobbe e Giovanni Carella. Una ventina gli indagati. Tra gli ex calciatori biancorossi ci sono: Alessandro Parisi (difensore del Torino), Daniele Portanova (difensore del Bologna), Simone Bentivoglio, Abdelkader Ghezzal, Marco Rossi, Marco Esposito, Antonio Bellavista e Nicola Belmonte.
Nel registro degli indagati anche i nomi del factotum barese Angelo Iacovelli, tre ristoratori (Nico De Tullio, Onofrio De Benedictis e Francesco De Napoli) ritenuti complici dei calciatori, scommettitori e loro amici: Arianna Pinto, lo "zingaro" Victor Kondic, Leonardo Picci e l’albanese Armand Caca.
A finire sotto la lente degli inquirenti sono le ultime nove partite del campionato di calcio 2010/2011, in particolare Bari-Lecce, Palermo-Bari, Bologna-Bari, Bari-Chievo e Bari-Sampdoria. Sotto osservazione c'è anche il match Udinese-Bari del maggio 2010, una delle ultime del campionato 2009/2010.
I nomi di Masiello, Fabio Giacobbe e Giovanni Carella compaiono in alcuni verbali di interrogatorio relativi alla presunta combine di Bologna-Bari del 22 maggio 2011, finita 0-4. A quanto si apprende, Giacobbe e Carella andarono in auto a Bologna per incontrare probabilmente il difensore della squadra emiliana, Daniele Portanova, per tentare con questi un accordo per truccare la partita. Questa circostanza sarebbe stata riferita da Masiello agli inquirenti baresi nell’interrogatorio del 24 febbraio scorso davanti al pm Ciro Angelillis.
Masiello - a quanto si seppe - aggiunse che Portanova oppose un netto rifiuto. Diversa la ricostruzione dei fatti del difensore dei due "Masiello boy’s", l'avvocato Mario Russo Frattasi, secondo il quale Giacobbe e Carella andarono sì a Bologna assieme al ristoratore indagato Onofrio De Benedictis, proprietario del ristorante "Il Pescatore" di Bari, ma non per altri motivi e non certo per truccare la partita.
"Tolleranza zero e processi sportivi in tempi rapidi per fare pulizia e individuare tutte le responsabilità: entro fine aprile, come già detto, arriveranno i primi deferimenti della Procura federale sul filone dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Cremona e sono già programmate nuove audizioni". Ad affermarlo è stato il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete in una nota diffusa dalla Figc.
domenica 1 aprile 2012
Marò, governo Kerala: processo qui
"No al trasferimento in Italia"
09:40 - Il "chief minister" dello Stato indiano del Kerala, Oommen Chandy, ha escluso che i due marò italiani, in carcere con l'accusa di aver ucciso due pescatori indiani, possano essere trasferiti in Italia per essere processati. Lo scrive l'agenzia di stampa indiana Pti. Chandy ha in particolare dichiarato che "i due militari italiani hanno commesso un reato che cade sotto gli effetti della legge indiana e devono quindi affrontare questo processo".
09:40 - Il "chief minister" dello Stato indiano del Kerala, Oommen Chandy, ha escluso che i due marò italiani, in carcere con l'accusa di aver ucciso due pescatori indiani, possano essere trasferiti in Italia per essere processati. Lo scrive l'agenzia di stampa indiana Pti. Chandy ha in particolare dichiarato che "i due militari italiani hanno commesso un reato che cade sotto gli effetti della legge indiana e devono quindi affrontare questo processo".
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